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Le serre moderne: materiali di copertura

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Scritto da Mirco Romani   
Domenica 11 Ottobre 2009 15:59

Per quanto riguarda i materiali di copertura, il vetro tradizionalmente usato fin dalla realizzazione delle prime serre riveste ancora oggi un’importanza non trascurabile. Oltre alle tipologie classiche negli ultimi decenni sono apparse sul mercato diverse varianti. Interessanti risultano ad esempio i vetri a doppia parete, nella cui intercapedine viene inserita anidride carbonica o aria secca e che presentano ottime prestazioni ai fini dell’isolamento termico. Altrettanto interessanti appaiono i vetri in grado di schermare la radiazione dell’infrarosso lontano, grazie ad un sottile strato di ossidi metallici deposti sulla faccia esterna per mezzo dei quali è esaltato l’effetto serra.

Tra le materie plastiche quelle flessibili (film plastici), hanno permesso la realizzazione di serre circolari con una migliore performance per quanto concerne la trasmissione della radiazione incidente. Tra questi i tre materiali più ricorrenti sono il polietilene (PE), Il cloruro di polivinile (PVC) e l’etilenvinilacetato (EVA). Vengono estrusi in film sottili dello spessore variabile da 0,05 a 0,20 mm e possono essere incolori o colorati (fotoselettivi).

 


Ciascuno di questi composti presenta caratteristiche diverse. Il PVC ad esempio ha ottime caratteristiche di resa termica tuttavia non si è mai diffuso largamente in Europa a seguito di alcuni suoi difetti. L’EVA presenta caratteristiche variabili a seconda del contenuto percentuale di acetato di vinile che aumenta l’impermeabilità alla radiazione IR lontana, la trasparenza al visibile, la resistenza a rottura e perforazione ma provoca anche elasticità e sensibilità alla dilatazione. A seconda delle caratteristiche desiderate esistono quindi miscele differenti. Il PE infine ha in generale caratteristiche termiche non eccezionali ma garantisce ottima resistenza meccanica e durata, per questo risulta il più diffuso nei nostri areali anche perché meno costoso.


Le materie plastiche per la produzione di lastre rigide sono altrettanto importanti e diversificate. Le più diffuse sono sicuramente il poliestere (UP), il polimetacrilato di metile (PMMA) e il policarbonato (PC). Le lastre di poliestere presentano scarsa trasparenza nel visibile tuttavia i molti aspetti positivi tra cui l’elevata resistenza meccanica, la notevole elasticità e leggerezza e una bassa conducibilità termica hanno reso questo materiale il più utilizzato e conosciuto da anni. Il polimetacrilato ha molte caratteristiche che lo renderebbero un ottimo materiale di copertura, infatti è dotato di elevata trasmittanza alla radiazione solare (addirittura superiore al vetro), ridottissima conducibilità termica, forte resistenza agli agenti atmosferici e leggerezza, ma presenta purtroppo anche scarsa durezza ed elevata suscettibilità alla dilatazione che ne ridimensionano notevolmente il suo valore.

 

Mirco Romani

 



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