Agricoltori, attenti ai PSR rischiate di non prenderli |
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| Scritto da Ada Cosco |
| Giovedì 22 Settembre 2011 19:04 |
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La Coldiretti rilancia l’allarme, rischiano di restare nel cassetto 871 milioni di euro dei quali 475 di origine comunitaria da restituire a Bruxelles e i rimanenti costituiti da fondi nazionali e regionali destinati per lo sviluppo delle aree rurali attraverso misure che comprendono l’ammodernamento di agricoltura ecocompatibile, l’ingresso dei giovani all’agriturismo, fino alla valorizzazione della biodiversità. Le regioni ritardatarie come il solito sono alcune amministrazioni del sud, Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia, mentre buone capacità di spesa hanno le Marche, Valle D’Aosta, Veneto, Emilio Romagna, Lombardia e le province autonome Bolzano e Trento, secondo i dati della Rete Rurale Nazionale. Colpevoli le regioni in questione di aver sovraccaricato le aziende agricole di documentazioni dove la burocrazia la fa da padrona (handicap del mal governo meridionale). E poi il sistema nella gestione delle domande che avendo uno scadenzario arrivano immancabilmente tutte nello stesso periodo gravando il peso sull’amministrazione pubblica. Per evitare la concentrazione, dice la Coldiretti, conviene lasciare aperti i bandi tutto l’anno, e semplificare le procedure amministrative.
“Ma in questa situazione è importante anche privilegiare gli investimenti che possono essere realizzati velocemente, recuperando così nell’avanzamento della spesa. Tra questi – continua la Coldiretti - è compresa l’aumento della dotazione della misura di accesso dei giovani in agricoltura che consente un certo automatismo nella spesa e tutti quegli investimenti aziendali che permettono di realizzare la filiera corta, come ad esempio gli investimenti per la vendita diretta dei prodotti agricoli o dei piccoli macchinari per la trasformazione in azienda dei prodotti agricoli. Con questi obiettivi è importante – conclude la Coldiretti - l’azione di coordinamento dell’attività delle Regioni promossa dal ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Saverio Romano.” Insomma, l’associazione più antica d’Italia, nel mondo agricolo, continua col suo fare sindacato a vigilare affinché i governi che gestiscono i fondi destinati all’agricoltura compiono fino in fondo il loro dovere. Una responsabilità che non sembra avere le regioni meridionali e allora è bene che laddove ci sono questi problemi, di gestione, tutte le associazioni agricole dovrebbero alzare il tiro, vigilare, affinché non si perdono quei contributi che servono per sostenere l’agricoltura italiana e migliorare l’efficacia aziendale negli aspetti produttivi. E possiamo anche aggiungere dare una ventata di money visto che il comparto agricolo è ancora mal gestito a monte e se mollano questi quattro agricoltori under 50 i metropolitani possono andare a bacche nei giardini della city. E visto che bisogna dare un taglio a tutto togliamo anche il Ministero dell’agricoltura, tanto per quello che serve! Ada Cosco |
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